In deposito

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OPERE IN DEPOSITI ESTERNI

Dopo la scissione avvenuta nel 1882 con la Pinacoteca, l’Accademia dovette gestire un patrimonio troppo ingente per i suoi spazi, sempre più ridimensionati. Fu così che numerosi dipinti furono concessi in depositi esterni. Il nucleo più consistente, circa un centinaio, selezionato secondo criteri che privilegiavano all’interno della pittura del secondo Ottocento il filone verista, e quindi il paesaggio, passò in deposito nel 1902 alla Galleria d’Arte Moderna per essere esposto nelle sale allora allestite presso il Castello Sforzesco.  Con il trasferimento nel 1921 della Galleria nella Villa Reale di via Palestro, altri quadri presero la via di ulteriori depositi esterni, presso uffici di rappresentanza comunali ed altre sedi pubbliche milanesi.

Anche molti fra i dipinti rimasti in Accademia avevano nel frattempo trovato collocazione presso vari enti pubblici, non solo milanesi, come conferma il numeroso nucleo di quadri inviato a Roma presso la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica. Una sorte più felice è toccata a quei quadri che sono stati destinati ad altri musei come la stessa Pinacoteca, il Museo del Risorgimento e Villa Carlotta a Tremezzo.

GALLERIA D’ARTE MODERNA (GAM)
MILANO

Sono circa un centinaio le opere di proprietà dell’Accademia di Brera concesse in deposito presso la Galleria neoclassica di via Palestro. Alcuni dipinti sono custoditi nei depositi,  ambienti monitorati e controllati climaticamente per favorire le condizioni di una corretta conservazione delle opere e organizzati in modo che le opere siano facilmente accessibili fisicamente; altri, invece, sono visibili in quanto rientrano nel percorso espositivo della GAM.

Info: Galleria d’Arte Moderna

Francesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni – SALA XII (1° piano), GAM
PINACOTECA DI BRERA
MILANO

Nel 1882, quando la Pinacoteca si separò dalla Accademia delle Belle Arti, fu smembrata la serie di opere di Vincenzo Campi: due tele, FruttivendolaPescivendola, rimasero in Pinacoteca, altre due, Cucina e Pollivendola furono custodite nei depositi dell’Accademia fino al 1994, anno in cui la serie fu riunita ed esposta in Pinacoteca nella Sala XVIII (che ospita anche il Laboratorio di Restauro della Pinacoteca).

Info: Pinacoteca di Brera

Pinacoteca di Brera – Sala XVIII
VILLA CARLOTTA
TREMEZZO, COMO

Villa Carlotta, grazie a Giambattista Sommariva, toccò il suo massimo splendore nell’Ottocento, arricchendosi di opere d’arte e divenendo un vero e proprio museo. Attualmente accoglie all’interno delle sue sale cinque dipinti di proprietà dell’Accademia, concessi in deposito nel 1971. Tra queste, alle pareti del Salotto Impero al secondo piano, si può ammirare l’ Odalisca che leggecapolavoro di Francesco Hayez.

Info: Museo Villa Carlotta

Museo Villa Carlotta
MUSEO DIOTTI
CASALMAGGIORE, CREMONA

Secondo le fonti, originariamente una stanza del palazzo Diotti era “coperta” di stampe, cioè allestita con i criteri sette-ottocenteschi del collezionismo privato.  La Casa-Atelier Giuseppe Diotti ha voluto riproporre in parte questo effetto riunendo, nella Camera delle Stampedisegni, stampe e gessi che sarebbero potuti trovarsi nell’atelier di un pittore d’inizio Ottocento. Oltre ad alcune opere che documentano la cultura visiva classicista che Diotti acquisì a Roma nel periodo del Pensionato artistico (1804-1809), sono qui presenti i due saggi pittorici che il pittore inviò da Roma all’Accademia di Brera, il Mosè con le seconde tavole della legge e l’Adorazione dei pastori, concesse in deposito al museo.

Info: Museo Diotti

Camera delle Stampe – Museo Diotti
COMPLESSO MUSEALE DELLA CONTRADA DELLA TARTUCA
SIENA

Il complesso museale della Contrada della Tartuca, articolato in tre sezioni – il Museo degli arredi sacri, il Museo del costume e il Museo del Palio – è stato concepito per narrare, attraverso gli oggetti conservati, la storia della Contrada. Nella sezione dedicata al Museo del Costume, in apposite teche, sono in mostra una bandiera di rappresentanza e un costume del Paggio portabandiera, i più antichi che la Contrada conserva (1865), con il prezioso quadro Figurino maggiore della Contrada della Tartuca di Luigi Mussini che li raffigura, concesso in deposito dall’Accademia di Brera.

Info: Complesso museale della Contrada della Tartuca

Sala del Costume – Complesso Museale della Contrada della Tartuca