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La Gipsoteca

La Gipsoteca

LA STORIA

La sistemazione della collezione dei calchi e delle sculture in gesso e la realizzazione di una Gipsoteca a Brera costituì un’esigenza primaria e una prerogativa indispensabile per un’Accademia di Belle Arti del Settecento. Infatti alla fine del 1775, Giuseppe Piermarini presentò un progetto che prevedeva per la sede del Palazzo di Brera, una grande Galleria dei Gessi adiacente all’Aula del Nudo. Questo progetto avrebbe rappresentato per gli allievi dei corsi di pittura e scultura l’opportunità di esercitarsi nel disegno dal vero e avrebbe offerto agli alunni di ornato la possibilità di migliorarsi e perfezionarsi sulla riproduzione di cornici, capitelli e altri elementi architettonici.

Nel 1776, all’interno della Sala dei Gessi si trovavano sei calchi di statue a grandezza naturale ‒ lo Scorticato di J. A. Houdon, la Venere de’ Medici, i Lottatori, l’Apollo del Belvedere e il Germanico ‒ e un centinaio fra busti e particolari di ornato. Numerose acquisizioni si susseguirono negli ultimi anni del Settecento e furono caratterizzate dall’arrivo del gruppo del Laocoonte con testa e busto derivati, dei modelli colossali dell’Ercole e della Flora Farnese e dell’Antinoo del Campidoglio, tratto da una copia di Mantova. Il ritmo delle acquisizioni aumentò sotto la direzione del segretario Giuseppe Bossi che, tra il 1801 e il 1807, diede un valido apporto con una cospicua campagna di acquisti.

Infatti, grazie al suo entusiasmo l’istituito braidense assunse la fisionomia che l’avrebbe contraddistinto durante tutta la prima metà dell’Ottocento. Egli si impegnò personalmente nel colmare le mancanze che c’erano tra i modelli plastici facendo giungere direttamente da Roma 113 calchi di statue, busti, bassorilievi e particolari architettonici, insieme all’intero calco, costituito da frammenti a incastro, del frontone del Tempio di Antonino e Faustina. Nel 1803, Napoleone fece arrivare in dono dal Musée Central des Arts di Parigi un pregevole gruppo comprendente Castore e Polluce e l’Ermafrodito dormiente.

Corridoi Accademia di Brera © Cosmo Laera

Nel 1806 il primo ordinamento espositivo della Galleria delle statue vide l’accostamento di capolavori antichi e moderni, e, in particolare, i calchi tratti da opere classiche di Antonio Canova. Dopo il calco della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, simbolo di un nuovo Rinascimento, nella prima Sala de’ Colossi l’Apollo del Belvedere era posto in confronto con il Perseo di Canova, mentre nella Sala del Gladiatore moribondo la Flora capitolina era in relazione con la prima Ebe. Il raffronto proseguiva nella Sala dell’Apoteosi di Antinoo, dove erano esposti il Creugante e il Busto di Clemente XIII di Canova.

Nel 1809, giunse in Accademia il gesso monumentale del Napoleone come Marte pacificatore, recentemente restaurato e ricollocato nella sua posizione originaria al centro della Pinacoteca. La vicenda delle acquisizioni di opere classiche proseguì negli anni successivi con l’arrivo da Londra nel 1823, dell’imponente gruppo di calchi tratti dai marmi fidiaci del Partenone e del fregio interno del Tempio di Apollo di Figalia. Nel 1907, inoltre, giunse in Accademia direttamente dal Museo del Louvre, il calco della Nike di Samotracia.

L’acquisizione di gessi da opere medievali e rinascimentali, destinati soprattutto alle scuole di Ornato e di Architettura, prese avvio dalla Restaurazione e si intensificò a partire dalla metà del secolo. I calchi del Monumento Brivio in Sant’Eustorgio e della Porta di casa signorile in Corso Magenta sono ancora visibili sulle pareti della vecchia chiesa di Santa Maria di Brera; così come sono ancora presenti calchi da monumenti lombardi, come la Certosa di Pavia, la basilica di Sant’Ambrogio, il Duomo e la chiesa della Passione di Milano.

Nel 1807 arrivò il gruppo dei Quattro crepuscoli di Michelangelo e, in occasione dell’Esposizione di Arte Antica del 1872 giunse il calco del Monumento di Gaston de Foix di Agostino Busti, detto il Bambaia.

Corridoi Accademia di Brera © Cosmo Laera

Di grande importanza è inoltre la raccolta di opere moderne formata da modelli in gesso e terracotta, raccolti fin dal 1805 in occasione dei premi annuali di scultura, importante testimonianza della formazione di scultori milanesi, e, dalla metà dell’Ottocento, da sculture acquistate all’esposizioni.

Nel 1899 l’Accademia depositò la sua raccolta di sculture moderne (originariamente di 140 opere circa) nel nuovo Museo del Castello Sforzesco.

In seguito il disinteresse che ha interessato il secolo scorso, fatta eccezione per l’insegnamento di Achille Funi, e le ingiurie

subite negli anni della contestazione, si contano oggi  nella Gipsoteca circa 800 fra calchi e modelli autentici, a cui vanno aggiunte, oltre ad alcune sculture in marmo e terracotta, due presenze originali: una Testa anatomica in cera da attribuire agli anni dell’insegnamento di Pietro Magistretti (1803-1834) e un raro intaglio ligneo monumentale eseguito da Domenico Moglia, professore di Ornato a Brera dal 1844 al 1852.

La schedatura delle opere fu avviata dalla Soprintendenza nel 1944, data in cui presero avvio anche i restauri e i ritiri dalle Civiche Raccolte d’Arte.

NUOVO DEPOSITO GESSI STORICI

Il 17 Novembre scorso è stato inaugurato, presso i sotterranei del Palazzo di Brera, il nuovo deposito dei gessi storici dell’Accademia. Gli ambienti sono stati completamente risanati, protetti da cancelli e provvisti di nuovi impianti elettrici e di sicurezza.

I sei calchi più antichi e preziosi, Ercole Farnese e Flora Farnese, Menelao e Patroclo, Pallade di Velletri, Fauno Barberini e Leone Barberini, sono stati restaurati dalla Scuola di Restauro “Camillo Boito” dell’Accademia, diretta da Luciano Formica. Sono in tutto 43 i gessi storici restaurati e spostati nel nuovo deposito, liberando così alcune aule e corridoi, al riparo da eventuali danni.

L’operazione di spostamento, ricollocazione e restauro dei gessi è nata appunto per valorizzare e migliorare la conservazione delle opere.

Gipsoteca Accademia di Brera © La Repubblica
Antonio Musiari, I calchi e le sculture in gesso. Lo stato dei materiali, in Giacomo Agosti – Matteo Ceriana, Le raccolte storiche dell’Accademia di Brera, Quaderni di Brera, Firenze, Centro Dì, 1997.
Luisa Somaini, Gipsoteca, in Giovanna Cassese (a cura di), Accademie / Patrimoni di Belle Arti, Roma, Gangemi Editore, 2013.